Massimizzare la durata della batteria degli iDevices

fonte originale ridble.com

L’utilizzo di dispositivi versatili come quelli iOS, quali iPhone, iPad e iPod Touch, è sicuramente caratterizzato da uno dei limiti più critici inerenti all’elettronica di consumo: l’autonomia della batteria. In una sfera tecnologica che si evolve sempre più verso il sottile, portabile e ultra-accessoriato, la presenza di batterie consistenti è praticamente fondamentale ed è strettamente correlata all’utilizzo corretto dei terminali. Tema, quest’ultimo, che è stato trattato in un ampio approfondimento in cui abbiamo analizzato le batterie degli smartphone.

L’impiego di questi nella vita comune cresce a dismisura, e nonostante l’introduzione di batterie sempre più capienti, tenere testa all’esigenza di rimanere sempre “connessi” o a display sempre più definiti non è di certo facile. Non lo è neanche per i dispositivi Apple, prodotti di un’azienda che da sempre gode della fama di leader nell’ambito della produzione di dispositivi qualitativamente noti (e di conseguenza costosi). Sebbene per iPad e iPod Touch il problema sembra essere leggermente meno evidente, lo stesso non si può dire per iPhone, il quale di generazione in generazione porta con sé grosse lamentele sotto questo punto di vista. Capiamo il perché.

Cercare di salvaguardare l’autonomia della batteria di iPhone è diventato ormai un tabù. Il motivo è strettamente legato a come l’energia viene impiegata tramite il software, ovvero iOS. Questo contiene al suo interno alcuni “punti deboli”, o meglio critici, che sono fortemente incisivi sulla durata della batteria, soprattutto per quanto riguarda iOS 7, versione del sistema operativo rilasciata al pubblico il 18/09/2013. Quali sono tali punti deboli? Come bypassarli? Vediamolo insieme.

Servizi di localizzazione: rari e affamati

Un punto debole che si ripercuote sulle batterie di tutte le tipologie di iDevice (e specialmente su iPhone) è quello dei servizi di localizzazione. Questi consistono sostanzialmente in quei servizi che utilizzano il chip GPS o A-GPS per riconoscere la propria posizione geografica in tempo reale e utilizzarla nelle varie App che lo richiedono, come ad esempio quelle per il meteo, Siri, le Mappe, e via via dicendo. La più importante è senz’altro Trova il mio iPhone, App che consente di geolocalizzare i propri dispositivi Apple qualora questi fossero stati rubati o smarriti.

Ma sono effettivamente tante le App che li utilizzano? Si, circa 15-20 in media per ogni iPhone, un po’ meno per ogni iPad. Lo sfruttamento di tali servizi implica un consistente impiego della batteria, e quindi limitarne l’utilizzo è fondamentale per poterne preservare l’autonomia. Nelle ore in cui si è a casa o in un luogo sicuro questi possono essere disattivati, mentre quando si è in giro, in auto (dove spesso si utilizza la navigazione su mappa), o in posti in cui potreste perdere il vostro dispositivo Apple, è saggio tenerli attivi, quantomeno per le applicazioni di cui necessitate veramente.

Purtroppo in iOS l’attivazione/disattivazione di questi non è proprio rapida da scorgere nelle Impostazioni. Per portare a termine le pratiche basta comunque navigare in Impostazioni > Privacy > Localizzazione; qui basta attivare o meno l’interruttore dedicato. Se oltretutto necessitate dei servizi, ma solo per alcune App, tramite lo stesso menù potete disattivare i titoli per cui non vi serve utilizzare il chip di localizzazione, risparmiando così batteria.

Se proprio non riuscite a rinunciare alla possibilità di localizzare sempre il vostro iPhone, c’è un’altra soluzione avanzata altrettanto ben nascosta. Nel menu Impostazioni > Privacy infatti, vi è una voce che porta il nome di “Servizi di sistema“. Qui sono presenti numerose opzioni che potete disattivare per far sì che il dispositivo che possedete non sfrutti il chip di geolocalizzazione inutilmente. Voci come “Calibrazione bussola”, “Diagnosi e uso”, “iAd da posizione” possono essere tranquillamente disattivate, e sono solo un esempio.

Visualizzate l’elenco presente all’interno del menù, e disabilitate le opzioni che non ritenete necessarie. Salverete una buona parte della vostra autonomia.

Notifiche e push: online con sacrifici

L’impiego più comune fra chi utilizza smartphone o tablet è certamente quello di rimanere “connessi”, ovvero sempre aggiornati tramite social network o altre App su tutto ciò che accade in tempo reale (avete già letto la nostra collezioni delle migliori app per comunicare?). Tale utilizzo è possibile grazie al meccanismo di notifiche push, il quale rappresenta sicuramente il responsabile numero uno della scarsa autonomia dell’iPhone o dei dispositivi iOS in genere.

Avere una valanga di App pronte a notificare qualcosa è sicuramente dal punto di vista funzionale la cosa ideale. Restare sempre aggiornati su tutto è uno dei benefici che porta la diffusione dell’elettronica di consumo (vi sono anche sfavori, vi consigliamo la lettura del nostro editoriale), ma che richiede moltissima energia. Lo stesso vale per le push tramite e-mail: avere due o tre account sincronizzati tramite l’App Mail (o simili) significa predisporre il vostro dispositivo a rimanere in comunicazione col server per controllare in tempo reale l’arrivo di nuovi messaggi, cosa fortemente negativa per l’autonomia.

Ma in questi casi che fare? Semplice, limitare le App che inviano notifiche superflue tramite l’apposito menu raggiungibile dalle Impostazioni. Qui è giusto selezionare un numero indispensabile di App da cui volete assolutamente ricevere aggiornamenti in tempo reale. La stessa cosa vale per le Push di Mail: meno indirizzi sono impostati e meglio è per la batteria di iPhone.

Cellular: 3G e LTE, veloci ma “pesanti”

Altro piccolo punto debole per quanto riguarda l’autonomia della batteria è sicuramente la connettibilità Cellular, ovvero quella che consente di navigare su internet tramite scheda SIM. Mentre il Wi-Fi è ben poco incisivo, le connettibilità 3G o 4G comportano un alto traffico di dati e l’impiego a regime di un apposito chip radio, il quale ovviamente richiede un quantitativo di energia consistente.

Gli smartphone e i tablet di ultima generazione possono essere definiti tali anche perché consentono di rimanere connessi sempre grazie alla connessione Cellular, ma il troppo stroppia. Nel caso in cui vi trovaste in possesso di un iPhone 5 ad esempio, il quale “misteriosamente” si scarica con troppa facilità, badate all’utilizzo che fate della 3G. Lo smartphone di casa Cupertino dispone di un modem davvero strepitoso in grado di sfiorare velocità di navigazione superiori rispetto alla comune ADSL domestica, ma questo è solo la faccia positiva della medaglia. Più velocità in questo caso implica più impiego di energia, e quindi la batteria tende a scaricarsi velocemente (nel caso di iPhone 5 anche troppo velocemente).

E’ giusto quindi utilizzare la connessione al web solo quando è effettivamente necessario. Nei momenti in cui dormite, fate sport o quant’altro, la soluzione migliore è spegnere il dispositivo, entrare in modalità Aereo, o ancora semplicemente disattivare la connessione dati tramite Impostazioni > Generali > Cellulare.

Importante appunto da fare è per una nuova funzione contenuta all’interno di iOS 7 che, con Wi-Fi attivo, tende a ricercare con un intervallo di tempo ristretto nuove reti intorno a voi. Se vi trovate all’esterno e non necessitate di connettervi a nessun Wi-Fi, disabilitate l’opzione attraverso Impostazioni > Wi-Fi o tramite il Centro di controllo, poiché la scansione continua di reti tende a consumare la carica del vostro dispositivo Apple.

Luminosità: automatica o no?

La luminosità con cui viene impostato il display del proprio dispositivo iOS è ovviamente uno degli elementi che incidono sull’autonomia della batteria. L’intensità con cui questo è illuminato richiede un quantitativo di energia, il quale spesso viene affidato alla modalità di luminosità automatica.

Tale modalità è resa realtà tramite l’utilizzo di un sensore ambientale che rileva il livello di luce nel luogo in cui si trova il dispositivo e comunica al software quale è il livello “ottimale” di intensità luminosa da utilizzare. Ma è davvero conveniente per la batteria? Incredibile ma vero, spesso no.

I livelli scelti da iOS per illuminare il display, spesso, al cambio da un ambiente all’altro, sono comunque sopra agli standard classici di corretta visualizzazione. Questo cosa significa? Che si può spesso decurtare facilmente l’autonomia della batteria. Se notate intensità di luminosità eccessive sul dispositivo provvedete a regolare ed eventualmente disattivare la funzione di Luminosità automatica tenendo ben presente che, in base ai vari studi scientifici svolti in merito, la luminosità media è l’ideale anche per la vostra salute.

App: il dramma del background

Altro dettaglio sicuramente da non trascurare per poter difendere l’autonomia del proprio dispositivo Apple è l’utilizzo delle App. Queste sono il vero punto di forza di iOS, sistema che può contare su un mercato di sviluppatori, come testimoniano le cifre di App Store, davvero enorme grazie ai consensi ottenuti dall’azienda in tutti i propri anni di operato.

Le App sono strumenti che consentono di svolgere numerose funzioni. Questi però non devono essere utilizzati in modo eccessivo poiché implicano l’utilizzo di performance particolari del dispositivo e conseguente dispendio energetico. Uno dei problemi più frequenti però non risiede nelle singole App e nelle relative performance, bensì nell’insieme che viene spesso dimenticato in esecuzione dall’utente.

I possessori di iPhone, iPad e iPod Touch devono affrontare una delle debolezze che iOS porta con sé da tempo: la gestione non ottimale delle App in esecuzione. Per la struttura dell’interfaccia utente molto frequentemente, anche gli utenti più accorti, dimenticano di chiudere le applicazioni lasciate in background (in esecuzione tramite la pressione del tasto home). Il problema è che non è per tutti chiaro cosa avviene alla pressione del tasto Home: l’App non si chiude, rimane in esecuzione, e genera esigenze di risorse.

La cosa avviene per tutte le App che decidiamo di mettere da parte e che, se non vengono chiuse prontamente, incidono notevolmente sull’autonomia della batteria per svariati minuti. Nonostante in iOS 7 siano state introdotte nuove gesture per la chiusura delle App, manca ancora un tasto per chiuderle tutte in pochi secondi. Prestate quindi attenzione all’utilizzo del multitasking, e chiudete sempre le applicazioni che non vi servono.

Aggiornamento automatico delle App in iOS 7: comodo ma ad un costo

Importante responsabilità sulla decurtazione dell’autonomia dei dispositivi iOS 7 è attribuita alla nuova funzione introdotta per l’aggiornamento in background delle applicazioni installate. Tale feature, dimostratasi molto apprezzata fra gli utenti tediati di dover manualmente provvedere all’aggiornamento delle proprie applicazioni, implica però un periodico controllo da parte del sistema operativo per la verifica della disponibilità di update, e un conseguente dispendio di energia.

Se volete quindi disabilitare la nuova funzione, e tornare all’aggiornamento classico, potete navigare in Impostazioni > iTunes Store e App Store e disabilitare i download automatici per la voce “Aggiornamenti“. In tal modo potrete reperire gli update delle varie App installate manualmente tramite l’applicazione App Store.

La questione “Aggiornamento delle App in background” viene inoltre confusa spesso per una voce presente all’interno del menu Impostazioni > Generali. Questo, che porta proprio il nome “Aggiornamento app in background“, serve a decidere quali sono le applicazioni che, con connessioni di rete (Wi-Fi o Cellular) o di localizzazione attive, possono aggiornare il proprio contenuto. Esempio, per intenderci al volo: nuovi messaggi su Line, nuovi tweet su Tweetbot, posizione aggiornata in tempo reale su Google Maps. Disabilitate le applicazioni che utilizzano la rete o la localizzazione per l’elaborazione di nuovi dati in automatico che non vi servono; la batteria vi ringrazierà.

Effetto Parallasse: meno tridimensionalità, più autonomia

Altra novità introdotta in iOS 7, specifica per rendere meno monotona la Springboard che mantiene una struttura abbastanza classica, è quella dell’effetto Parallasse. Questo, per intenderci, è l’effetto che rende le icone come poste in un piano rialzato rispetto allo sfondo e in grado di reagire ai movimenti del dispositivo tramite un feedback visivo che simula un ambiente 3D. Tale novità ha raccolto una vasta quantità di critiche poiché troppo “confusionaria” (giudizio soggettivo), e parte di queste sono strettamente collegate alla batteria, in dovere di alimentare anche l’accelerometro per rendere l’effetto realistico.

Fortunatamente l’opzione si disabilita con molta facilità, anche se è nascosta in un menù un po’ insolito. Per portare a termine l’operazione vi basta andare in Impostazioni > Generali > Accessibilità e attivare l’opzione “Riduci velocità” che Apple mette a disposizione per rendere l’utilizzo di iOS 7 meno “frenetico” sotto l’aspetto grafico. Attivata, verranno disabilitate tutte le transizioni di migrazione da un’App all’altra, e l’effetto Parallasse per la Springboard che tornerà ad essere classica. La batteria migliorerà in autonomia.

Sfondi dinamici: belli e impossibili

Una Homescreen dinamica che si rispetti sfrutta sicuramente una tipologia di sfondo che solitamente tende a distaccarsi dal classico Jpeg o PNG immobile. Apple, in iOS 7, ha introdotto appunto gli sfondi dinamici, applicabili tramite Impostazioni > Sfondi e luminosità utilizzando la directory dedicata. Gli sfondi dinamici sono sostanzialmente una serie di immagini montate in un unico sfondo che, tramite l’orientamento del dispositivo calcolato tramite l’accelerometro, tendono a cambiare la propria posizione simulando una sorta di movimento al di sotto delle icone.

Simpatici, belli (anche se un po’ monotoni), ma quanta batteria ci fanno consumare? Troppa, poiché tengono attivo l’accelerometro e un processo che lo utilizza per spostare i vari elementi presenti nello sfondo. Se avete notato un consumo di batteria esagerato nel vostro dispositivo Apple, provate a utilizzare uno sfondo statico tramite la directory “Statico” posta all’interno di Impostazioni > Sfondi e luminosità.

Bluetooth e AirDrop: un interruttore spesso dimenticato

Nell’utilizzo che l’utente medio fa di iOS, spesso c’è quello di dimenticare l’interruttore del Bluetooth acceso. Tethering, scambio di file tramite AirDrop (da iOS 7), e associazione di periferiche esterne Bluetooth come stylus o speaker spesso fanno sì che nel post-utilizzo, l’opzione rimanga accesa, decurtando l’autonomia della batteria in modo consistente.

Una importante misura da prendere quindi è quella di disattivare prontamente l’opzione quando non la utilizzate. La cosa, come ben saprete, è possibile sia tramite Impostazioni > Bluetooth che tramite il Centro di controllo. Non sottovalutate la cosa.

Spotlight: ricerca veloce in indicizzazione continua

Non ci crederete, ma anche la ricerca tramite Spotlight è una responsabile della riduzione di autonomia dei vostri dispositivi iOS. La funzione tende ad indicizzare in continuazione i dati per renderli disponibili nei risultati di eventuali ricerche, generando così un piccolo ma continuo traffico di energia per un processo dedicato. La Spotlight è uno strumento interessante, migliorato oltretutto in iOS 7 con la possibilità di effettuare ricerche da qualsiasi schermata della Springboard, ma può essere quindi controproducente.

Per ridurre (o azzerare) i consumi di Spotlight vi basterà andare in Impostazioni >Generali e scegliere la voce “Ricerca Spotlight“. Qui potrete scegliere quali voci disabilitare in base alle vostre abitudini. Se siete soliti a ricercare esclusivamente all’interno delle applicazioni Messaggi, Contatti e Musica, tenete attive solo queste tre opzioni disabilitando tutte le altre, attive di default.

Altri consigli utili

L’autonomia della batteria di qualsiasi dispositivo può essere notevolmente migliorata anche tramite l’utilizzo di altri metodi. Uno di questi è strettamente legato a come si ricarica il dispositivo e tramite quale strumento.

L’errore che molti utenti fanno è ricaricare i propri iPhone o iPod tramite connessione USB ad un computer. Questa in realtà è una cosa non propriamente corretta poiché la connessione USB è pensata solo alla sincronizzazione (o operazioni simili), mentre quella tramite l’adattatore da presa è specifica per la ricarica della batteria. Questa oltretutto avviene in tempi molto più tempestivi, e quindi tende ad usurare in modo nettamente inferiore il litio.

Una o due volte al mese sarebbe oltretutto fondamentale eseguire una “carica di salute“. La carica di salute consiste nello scaricare completamente il proprio dispositivo fino allo spegnimento totale e alla ricarica tramite presa a dispositivo spento. Contrariamente a quanto si pensa nella maggior parte dei casi, iPhone, iPod Touch e iPad possono essere collegati alla presa e ricaricarsi anche da spenti. Tramite la carica di salute la vita della batteria, cioè il periodo utile in cui questa si comporta in modo sufficientemente soddisfacente, si allunga, rendendo necessaria la sostituzione del componente solo dopo due o tre anni.

Nella speranza che Apple implementi una batteria sufficientemente capiente all’interno di iPhone vi consigliamo di introdurre nell’utilizzo comune del dispositivo queste “buone maniere” al fine di non arrivare a fine giornata con un terminale completamente scarico. Queste ovviamente sono valide per tutte le tipologie di dispositivi iOS.

Infine, se avete bisogno di una carica davvero prolungata, potrebbe essere utile ricorrere ad un accessorio che possa fare da garanzia per l’autonomia del dispositivo. Se avete un iPhone 5 potete consultare ad esempio le recensioni di Mophie Juice Pack Plus o di VaVeliero Battery Cover. Per gli altri modelli di iPhone o per gli altri dispositivi iOS, non disperate: ecco alcune promozioni su custodie con batteria e sulle batterie esterne.

Non esitate a commentare per raccontarci la vostra esperienza personale con la batteria, e a comunicarci eventuali problemi da poter risolvere insieme.

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How to Use Restrictions Parental Controls on an iPhone, iPad

articolo originale tratto da osxdaily.com

If you plan on giving an iPhone, iPad, or iPod touch to a child, take a moment to set up some very basic parental controls on the device by using the Restrictions feature of iOS. It only takes a minute to configure, and this will prevent the access of inappropriate content, avoid mature themed media, prevent in-app purchases and incidental charges, disable the ability to download and install new apps, plus prevent the removal of apps that have already been installed on the device.
Prevent Installing & Deleting Apps, In-App Purchases
Open Settings and go to “General”, then to “Restrictions”
Tap “Enable Restrictions” and set a passcode to control access to the restrictions panel
Under ‘Allow’, toggle the following to OFF: “Installing Apps”, “Deleting Apps”, “Explicit Language”, and adjust other apps and settings as necessary
Scroll down to “Allowed Content” and flip “In-App Purchases” to OFF
Restrict Inappropriate Content by Age Rating
Still within the “Restrictions” settings, look under ‘Allowed Content’ and tap on “Music & Podcasts” and turn Explicit to OFF
Toggle “Movies” and “TV Shows” to age appropriate settings (G and PG are perhaps most common, or consider turning the feature off completely)
Go to “Apps” and choose age appropriate settings, note that some standard apps like third party web browsers may be rated as “17+” because they could be theoretically used to access adult content
The screen shots below demonstrate this on an iPhone, with some of the most important restriction features enabled. If nothing else, turning off in-app purchases, app downloads, and
app removal in general are highly recommended.

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Content restrictions can be defined by age to determine what is appropriate and what is not, this will impact what type of media can be viewed on the device:

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Optionally, you may want to adjust Location Settings as well, though it’s best to be targeted with this and turn off geotagging with apps like camera and photos. Turning off all Locational functionality is often undesirable because it prevents the meaningful usage of apps like local encyclopedias, weather, maps, and those relentlessly fun and educational starry night apps.
These options are the same in practically all versions of iOS, though you will find past versions of iOS may label the Restrictions settings as “Parental Controls” instead. Additionally, iOS 7 includes an option to limit certain web content by age level as well.
Going further, you can also hide unwanted apps like Safari, App Store, iTunes, iBooks, FaceTime, or going so far as turning off all third party apps, and even disable the camera if you don’t want it to be used at all.
Finally, there’s the option of using Guided Access to lock an iPhone, iPad, or iPod touch into a single application and prevent it from being quit. We like to refer to Guided Access as Kid Mode because it’s incredibly effective at keeping even the most curious youngsters from accidentally exiting out of an app or doing something undesirable on the device, and it can make for an excellent quick way to hand an iOS device off to a young one without worrying about accidental usage. Nonetheless, Guided Access is no replacement for using effective restrictions to prevent improper use of a device, and the features are best used separately with full understanding of their limitations and benefits.
These quick setup tips come to us from Mrs Anderson (thanks!), a teacher with a handful of iPod touches in their classroom. Obviously this is useful outside of educators as well, and many parents, grandparents, babysitters, brothers, sisters, just about anyone, should find some useful tricks here if they’re going to be sharing an iOS device with kids.

Simple Tricks to Speed Up Any Mac

articolo originale tratto da osxdaily.com

All modern Macs are pretty fast these days, but sometimes we all need a performance boost to get things done as efficiently as possible. That’s what these simple tricks are aimed at, they will help you speed up any Mac and get the absolute best performance out of the OS X machine by having a simple focus on resource utilization. This will help to achieve maximum speed by insuring there is plenty of system memory and processor available, along with low disk utilization, so that nothing will be bogging down OS X while you attempt to perform another task.
1: Quit All Unnecessary Apps & Free Up Resources
Any open application takes up system resources, and in best scenarios that’ll just be some RAM, but it’s not unusual for background apps or processes to be using CPU and even causing disk activity as well. Thus, quitting all unnecessary apps is a given whenever you need the absolute best performance out of a Mac.

You can be selective and only quit some apps, or quit everything by using this Automator app to clear the slate. Don’t be overly concerned about doing this, so long as you have Window Restore (the default behavior of OS X) enabled, when you launch that app again everything will return to where it was.
2: Temporarily Delay Backups & Time Machine
Backups are a very good thing, and Time Machine is something that every Mac user should use to keep automatic backups of their Macs. But it can slow things down while it’s running, because Time Machine consumes both processor and disk as it runs, which copies files to the backup drive. The solution is simple, just delay Time Machine while you’re at your busiest and when you need maximum performance out of the Mac. You can do this by pulling down the Time Machine menu and stopping it yourself when it starts to run and you need maximum performance.

This trick is especially valuable for users of apps like Photoshop, Aperture, Final Cut, basically anything that uses a ton of swap, since you don’t want another task competing for disk read/write access.
Because Time Machine runs on a schedule it’s often easier to just adjust the backup interval yourself to a time that works better for your needs. This is a bit more advanced and requires the usage of the Terminal, but you can adjust the backup frequency with a defaults write command entered through the terminal. The following will change the backup interval to occur every 4 hours (14400 is the number of seconds in 4 hours):
sudo defaults write /System/Library/LaunchDaemons/com.apple.backupd-auto\
StartInterval -int 14400

4 hours is reasonable since very few people can maintain maximum productivity for longer than that anyway, meaning you can stop a backup and it will resume itself in another 4 hours. Toggle the interval to your needs, but it is not recommended to go beyond 12 hours.
Time Machine isn’t the only culprit though, and many cloud backup services like CrashPlan can slow things down even more while they’re running because they rely on Java, which means not only is your disk IO going to spike, but so will CPU use. Postpone those cloud backups too if you’re in a crunch and need maximum performance.
Just remember to start or resume backups yourself when maximizing performance is no longer a concern, as you never want to be without system backups for too long.
3: Speed Up Boot Time & Restarts with Fewer Login Items
Though shutting down and rebooting Macs is rarely necessary these days, it still needs to happen from time to time whether a computer is being transported or an update is being installed. To speed up boot time and restarts, simply remove unnecessary items from the login and startup folders.
Checking Login Items is easy:
Open System Preferences and go to “Users & Groups” followed by the “Login Items” tab
Select and remove anything not essential during system login

Small helper apps like Flux and Caffeine won’t add to boot time, but unneeded auto-mounted network drives and larger applications can add a significant delay to boot times.
It’s also worth browsing the StartupItems folder, found at the following location:
/Library/StartupItems/

Look for anything unnecessary in that directory for apps you no longer use or don’t have installed. Just be aware that moving things out of StartupItems can result in some apps no longer working, making this best left alone if you’re uncertain.
4: Reduce Browser Tabs & Windows
Web browser tabs and windows are easily some of the most RAM hungry tasks that exist almost universally in everyones daily activities, and the more tabs you have open the more RAM gets used. Furthermore, some websites with active Flash plugins or AJAX scripts can send CPU usage through the roof as well, further slowing down a Mac. The solution here is pretty simple, just keep your browser tab and active window use down.

Of course that is always easier said than done, and for those who depend on many browser tabs for work or research, OneTab for Google Chrome offers an excellent solution by combining all active tabs into a single page with links to the pages. This frees up huge amounts of memory and has become a personal favorite, it’s free and simple to use.

Remember these performance tricks are aimed at quickly maximizing available resources, and that if a Mac is suddenly feeling sluggish, there may be a reason why it’s running slow, whether that’s software updates installing, Spotlight indexing, or a number of other potential causes.

Disabilitare Autoplay Instagram

Da pochi giorni Instagram offre la possibilità di caricare brevi video oltre alle foto. Succede che sfogliando le varie pagine come abbiamo fatto fino al giorno dell’introduzione della nuova opzione se incontriamo un video esso viene riprodotto automaticamente, il che ci fa consumare traffico dati se non siamo interessati alla riproduzione del video oppure rende la navigazione in instagram meno fluida.
per disabilitire la funzione di sutoplay basta fare così:
1) sulla barra di navigazione in basso scegliere profilo (l’ultima icona in basso a destra
2) sulla barra superiore premere l’icona impostazioni ( in alto a destra)
3) scorrere il menù che comparirà verso il basso e impostare su spento la voce “riproduci automaticamente”

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